Stagione Lirica 2017/18
Opera

Alceste

Christoph Willibald Gluck

Pier Luigi Pizzi firma l'allestimento dell’Alceste di Christoph Willibald Gluck, proposto nel tricentenario della nascita del compositore (Erasbach, Baviera, 1714 - Vienna 1787). Già autore di tre famosi allestimenti dell’opera, nel 1966 a Firenze (versione italiana, con la regia di Giorgio De Lullo), nel 1984 a Ginevra (versione francese) e nel 1987 alla Scala (versione italiana), Pier Luigi Pizzi torna una quarta volta su Alceste, nella versione originale in italiano andata in scena al Burgtheater di Vienna nel 1767, per un allestimento coprodotto dalla Fondazione Teatro La Fenice e la Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, di cui firma come d’abitudine regia, scene e costumi. La direzione è invece affidata a uno specialista del repertorio barocco, Federico Maria Sardelli, fondatore dell'orchestra barocca Modo Antiquo e responsabile del Vivaldi Werkverzeichnis (RV).


Alceste
Opera lirica in tre atti
Libretto di Ranieri de' Calzabigi tratto dall'Alcesti di Euripide
Musica di Christoph Willibald Gluck
Prima rappresentazione: 26 dicembre 1767 al Burgtheater di Vienna

Allestimento in coproduzione con Fondazione Teatro La Fenice di Venezia

Versione originale in italiano, Vienna 1767

Artisti

Direttore
Federico Maria Sardelli

Regia, scene e costumi
Pier Luigi Pizzi

Luci
Vincenzo Raponi

Maestro del Coro
Lorenzo Fratini

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Alceste
Nino Surguladze

Admeto
Leonardo Cortellazzi

Gran Sacerdote d’Apollo/Apollo
Gianluca Margheri
ATTO PRIMO
L’azione si svolge nella città di Fera, in Tessaglia. Il popolo è triste e angosciato per il misterioso male che sta uccidendo il re Admeto ("Ah di questo afflitto regno"). Spronati dalla regina Alceste e guidati dal Gran Sacerdote, tutti si recano al tempio di Apollo per offrire sacrifici. Ma la risposta dell’Oracolo è lapidaria e terribile: «Il re morrà, s’altri per lui non more». Tutti fuggono atterriti ("Che annunzio funesto"), tranne Alceste, che medita di sacrificare se stessa per amore del marito ("Ombre, larve").

ATTO SECONDO
Il secondo atto si apre in un’orrida selva, il luogo scelto da Alceste per offrirsi alle divinità degli inferi. I numi accolgono la sua offerta e acconsentono alla richiesta della regina di rivedere per un’ultima volta i suoi cari. L’azione si sposta quindi nel palazzo reale, dove si sta festeggiando la repentina guarigione di Admeto ("Dal lieto soggiorno"). Ogni gioia sparisce quando Alceste, dopo molte esitazioni, rivela all’incredulo consorte di aver sacrificato la propria vita per salvare la sua. Admeto, sconvolto, non vuole accettare lo scambio e intende tornare all’Oracolo per rifiutare l’offerta ("No, crudel"). Alceste dà il suo ultimo, struggente saluto ai due figli ("Figli, diletti figli!").

ATTO TERZO
All’inizio del terzo atto Admeto comunica al fido Evandro che i numi non accettano che il re prenda il posto della sua sposa. L’ultimo, toccante addio tra Alceste e Admeto è interrotto dall’arrivo delle divinità infernali, che trascinano via la regina. Tutto il popolo intona un commosso lamento ("Piangi o patria!")
Date

Mer 21 marzo, ore 20:00
Dom 25 marzo, ore 15:30
Mer 28 marzo, ore 20:00
Ven 30 marzo, ore 20:00

Durata
Prima parte: 1 ora e 5 minuti
Intervallo: 30 minuti
Seconda parte: 1 ora e 10 minuti
Durata complessiva: 2 ore e 45 minuti
Prezzi
Platea 1 € 100
Platea 2 € 80
Platea 3 € 65
Platea 4 € 50
Palchi € 35
Galleria € 20
Dove

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Piazzale Vittorio Gui, 1
50144 Firenze

Dettagli e mappa