LXXXI Festival del Maggio Musicale Fiorentino
Opera

Cardillac

Paul Hindemith

Cardillac è la storia di un’ossessione, quella di un artista incapace di staccarsi dalle proprie creazioni arrivando all'emarginazione, all'omicidio e al linciaggio del popolo/pubblico. Paul Hindemith compose l'opera influenzato dai capolavori tragici dell'espressionismo tedesco: le atmosfere cupe e tenebrose di una Parigi in preda a continui omicidi sono facilmente accostabili alle spigolose ambientatazioni in bianco e nero di Das Cabinet des Dr. Caligari, e la stessa pazzia di Cardillac è un delirio portato all'esagerazione, oltre la morte. Cardillac è un orafo, ma più che un artigiano che produce oggetti di consumo si sente un artista, un creatore; la sua furia omicida sembra colpire chi considera i suoi gioielli come come mezzi di distinzione sociale o di seduzione, incapaci di comprendere il loro valore artistico: il diverso valore delle opere per il loro creatore e per coloro che le acquistano è il nodo centrale dell'opera di Hindemith.

 

Cardillac
Opera in tre atti e quattro scene
Libretto di Ferdinand Lion da Das Fräulein von Scuderi di E.T.A. Hoffmann
Musica di Paul Hindemith
Prima rappresentazione: 9 novembre 1926 al Semperoper di Dresda

 

Nuovo allestimento

Artisti

Direttore
Fabio Luisi

Regia
Valerio Binasco

Maestro del Coro
Lorenzo Fratini

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
ATTO I
Una serie di omicidi irrisolti allarmano il popolo di Parigi ai tempi di Luigi XIV: un agente di polizia cerca di calmare la folla e promette di fare di tutto per trovare gli assassini che colpiscono ci acquista i gioielli dell'orafo Cardillac. Una dama promette a un giovane gentiluomo il suo amore se costui gli porterà un diadema dell'orafo parigino. Il cavaliere le porta una parure raffinata, ma la stessa notte è ucciso da un uomo mascherato che si dilegua con il gioiello.

ATTO II
Il mercante d'oro parla con Cardillac dell'ultimo omicidio e decide di seguirlo di nascosto: ha dei sospetti sugli omicidi. La figlia di Cardillac, che vive chiusa in casa, è innamorata di un giovane ufficiale, cui si è già fidanzata all'insaputa del padre. Cardillac riceve la visita del re Luigi XIV e della sua corte, che supplica di non prendere nulla dei suoi lavori; dopo stringe a sé il gioiello sottratto la sera precedente al cavaliere dopo averlo ucciso. Arriva il giovane ufficiale, che chiede a Cardillac la mano della figlia; lui accetta ridendo, sollevato che non chieda uno dei suoi monili, ma l'ufficiale insiste per comprare una catena d'oro nonostante le velate minacce dell'orafo.

ATTO III
Cardillac tenta senza successo di uccidere l’ufficiale, che porta al collo la catena. Denunciato alla folla dal commerciante, che a sua volta lo stava spiando, Cardillac viene salvato a sorpresa dallo stesso giovane, impressionato dalla profonda passione che lo anima. Il popolino vuole farsi giustizia e minaccia di assaltare il laboratorio dei gioielli maledetti di Cardillac, il quale, piuttosto che vedere profanato i propri lavori, preferisce confessarsi colpevole. Con coraggio e senza pentirsi, l’orafo si lascia linciare dalla folla, prima che l’ufficiale, impietosito, possa fermarla.
PAUL HINDEMITH
Nato il 16 novembre 1895 a Hanau, nell'Assia-Kassel, Paul Hindemith imparò giovanissimo a suonare il violino. Iscrittosi al Conservatorio Superiore di Francoforte sul Meno, studiò direzione, composizione e violino sotto la guida di Arnold Mendelssohn e Bernhard Sekles. Dal 1915 al 1923 fu primo violino dell'orchestra dell'Opera di Francoforte; nel 1921 costituì con Licco Amar un quartetto nel quale suonò la viola fino al 1929. Nel 1922 partecipò alla fondazione della Internationale Gesellschaft für Neue Musik a Salisburgo con altri musicisti tra cui Anton Webern, Béla Bartók, Zoltán Kodály, Arthur Honegger e Darius Milhaud, il cui proposito era la promozione della musica contemporanea. Nel 1926 compose Cardillac, un'opera in 3 atti su testo di Ferdinand Lionne. A partire dal 1927 insegnò composizione all'Hochschule für Musik di Berlino fino a quando l'avvento del nazismo lo costrinse a cedere la cattedra. Intorno agli anni trenta, Hindemith cominciò a scrivere meno per gruppi da camera e più per grandi formazioni orchestrali, mettendo in pratica elementi compositivi che affrontò in modo teorico nel suo libro L'arte della composizione musicale. Nel 1940 emigrò negli Stati Uniti dove insegnò musica alla Yale University e ad Harvard; tornò in Europa nel 1953, stabilendosi a Zurigo. Morì a Francoforte sul Meno nel 1963.
Date

Sab 5 maggio, ore 19:00
Mer 9 maggio, ore 20:00
Sab 12 maggio, ore 15:30
Mar 15 maggio, ore 20:00

Prezzi
Platea 1 € 100
Platea 2 € 80
Platea 3 € 65
Platea 4 € 50
Palchi € 35
Galleria € 20
Dove

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Piazzale Vittorio Gui, 1
50144 Firenze

Dettagli e mappa