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Stagione 2014/15
Balletto Opera

Cavalleria Rusticana / La luce nel tempo

Un dramma siciliano; passioni, gelosie e onori macchiati tratti da una novella di Giovanni Verga si trasformano in poche battute, uno struggente pianto dei violini e il profumo dei fiori d’arancio; la scena è la polverosa strada bordata di giaggioli e fichi d’India che conduce verso i bagliori del mare. Accompagnata dall'arpa, una voce lontana intona una serenata d'amore: così inizia Cavalleria Rusticana, l’opera che nel 1890 rivela il ventiseienne Pietro Mascagni come “nuovo maestro italiano”.




La luce occupa da sempre uno spazio importante nelle coreografie di Francesco Nappa. «Dove c’è molta luce , l’ombra è più nera» dice Goethe, ed è proprio partendo dall'ombra che nasce questo suo nuovo lavoro per MaggioDanza. L’oscurità di alcuni brani sinfonici di Franz Joseph Haydn affianca e abbraccia appieno questa visione. Il coreografo mediante l’organico dei ballerini in fusione con le note di Haydn tesse la sua opera  che è come uno spiraglio attraverso il quale far trasparire la luce.

Programma

La luce nel tempo


Musiche di Franz Joseph Haydn
Coreografia di Francesco Nappa
MaggioDanza

Intervallo

Cavalleria rusticana


Melodramma in un atto
Libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci, tratto dall'omonimo dramma rappresentato da Giovanni Verga a Torino nel 1884, ispirato alla novella dello stesso autore.
Musica di Pietro Mascagni
Edizione: Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano
Allestimento del Maggio Musicale Fiorentino
Cantato in italiano. Sopratitoli in inglese e italiano.



Artisti

Direttore
Giampaolo Bisanti


Regia
Mario Pontiggia


Scene e costumi
Francesco Zito


Luci
Gianni Paolo Mirenda


Maestro del coro
Lorenzo Fratini


Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

Santuzza
Luciana D’Intino (23, 26, 30)  / Giovanna Casolla (28, 2)


Turiddu
Sergio Escobar (23, 26, 30, 2) / Sung Kyu Park (28)


Compar Alfio
Lucio Gallo (23, 26, 28) / Alberto Mastromarino (30, 2)


Lola
Martina Belli (23, 26) / Elena Traversi (28, 30, 2)


Mamma Lucia
Cristina Melis (23, 26, 30, 2) / Tina D’Alessandro (28)

CAVALLERIA RUSTICANA

ATTO UNICO

Durante il preludio, Turiddu canta una serenata a Lola, la ragazza che amava ma che, tornato dal servizio militare, ha trovato sposata col ricco carrettiere Alfio. Si apre quindi il sipario: è l’alba della mattina di Pasqua, nella piazza di un paese della Sicilia. Santuzza, l’amante di Turiddu, saputo che il giovane è stato visto a tarda notte nei pressi della casa di Lola, lo cerca all’osteria di Lucia, la madre del giovane. Il dialogo delle due donne è interrotto dall’arrivo di Alfio e dei paesani diretti in chiesa. Giunge Turiddu e Santuzza l’affronta, rinfacciandogli il suo amore per Lola; egli dapprima nega, poi mostra irritazione per la gelosia della ragazza. La discussione è bruscamente troncata dalla comparsa di Lola che entra in chiesa canticchiando un stornello allusivo alla sua passione per Turiddu. La lite degenera: egli, spinta a terra Santuzza, corre in chiesa e la donna, al colmo dell’ira, gli augura la “mala Pasqua”. Inoltre, tornato in scena Alfio, gli rivela il tradimento della moglie. Dopo un Intermezzo sinfonico, la folla esce dalla chiesa; Turiddu invita gli amici per un brindisi e offre da bere anche al carrettiere. Il suo rifiuta sdegnoso è però un chiaro segno di sfida e Turiddu, seguendo il codice d’onore rusticano, lo accetta abbracciando Alfio e mordendogli un orecchio. Quindi, dopo aver esortato la madre a prendersi cura di Santuzza, si precipita sul luogo deciso per il duello. Velocemente un grido riempie la scena: “Hanno ammazzato compare Turiddu!”.



LA LUCE NEL TEMPO

La luce occupa da sempre uno spazio importante nelle coreografie di Francesco Nappa. «Dove c’è molta luce , l’ombra è più nera» dice Goethe, ed è proprio partendo dall'ombra che nasce questo suo nuovo lavoro per MaggioDanza. L’oscurità di alcuni brani sinfonici di Franz Joseph Haydn affianca e abbraccia appieno questa visione. Il coreografo mediante l’organico dei ballerini in fusione con le note di Haydn tesse la sua opera  che è come uno spiraglio attraverso il quale far trasparire la luce.

Pietro Mascagni



PIETRO MASCAGNI

Nasce a Livorno il 7 dicembre 1863 e studia pianoforte e canto nella Schola Cantorum della Chiesa di San Benedetto. Allievo di Alfredo Soffredini, nel 1880 ottiene i primi successi come compositore grazie a lavori come laSinfonia in fa maggiore e l’Ave Maria per soprano e pianoforte. Giunto a Milano, frequenta Giacomo Puccini e Amilcare Ponchielli; ammesso al Conservatorio, suona inoltre il contrabbasso nell’Orchestra del Teatro Dal Verme. Nel 1890 vince il Concorso Sonzogno con Cavalleria Rusticana, rappresentata lo stesso anno al Teatro Costanzi di Roma e diventata presto un successo internazionale. Nello stesso teatro romano, di cui Mascagni rileverà la direzione artistica nel 1908, vanno quindi in scenaL’amico Fritz (1891) e Iris (1898). Nel 1915 firma la colonna sonora del film Rapsodia Satanica. Nominato Accademico d’Italia nel 1929, muore a Roma il 2 agosto 1945.


Giampaolo Bisanti



GIAMPAOLO BISANTI

Nasce a Milano e qui si diploma nel 1997 col massimo dei voti al Conservatorio di Musica Giuseppe Verdi. Vincitore di numerose competizioni internazionali, tra cui il concorso Dimitri Mitropoulos di Atene, nel 2006 dirige La Bohème a Tel Aviv e, l’anno successivo, Otelloal Teatro Alighieri di Ravenna e Don Giovanni al Teatro Verdi di Padova. Nel 2008 affronta Orphée et Eurydice al Teatro Comunale di Bologna, Macbeth al Teatro Sociale di Rovigo, Manon Lescaut al Teatro Massimo di Palermo e La Bohème al Teatro La Fenice di Venezia. Successivamente, tra i tanti impegni, si segnalano La Traviata al Teatro San Carlo di Napoli e L’Elisir d’amoreTurandot al Teatro Regio di Torino. A Firenze sale sul podio nel 2008 per La Bohème e nel 2012 per La Traviata.


Mario Pontiggia



MARIO PONTIGGIA

Argentino, è laureato in Architettura e Semiologia Architettonica all'Università di Belgrano e diplomato con il massimo dei voti in Regia lirica presso l'Istituto Superiore d’Arte del Teatro Colón. Dal 1994 al 2004 è direttore di produzione all'Opéra de Monte-Carlo e dal 2003 dirige l'Opera de Las Palmas de Gran Canaria. Tra le sue produzioni L’incoronazione di Poppea e Il ritorno d’Ulisse in patria di Monteverdi; AciGalatea e Polifemo e Giulio Cesare di Händel; Così fan tutte e Die Zauberflöte di Mozart; L’Italiana in Algeri di Rossini; I Capuleti e i Montecchi e Norma di Bellini; L’elisir d’amore Roberto Devereux di Donizetti; Nabucco, I due FoscariAttilaMacbeth, I masnadieriRigoletto,La traviataSimon BoccanegraUn ballo in maschera,Aida Otello di Verdi. Per il Maggio Musicale Fiorentino ha firmato la regia di ToscaLa Bohème e Cavalleria Rusticana.



Francesco Nappa

FRANCESCO NAPPA

Francesco Nappa, napoletano di origini ma europeo di adozione, vanta di una lunga carriera in alcune delle compagnie più prestigiose come i Balletti di Montecarlo, i Balletti Reali Danesi ed il Nederlands Dans Theater in Olanda che lo hanno visto impegnato come primo ballerino. Oltre ad essere un coreografo crea musica computerizzata e dipinge. I suoi lavori si ispirano a sé e a tutto ciò che lo circonda. Francesco Nappa lavora in Italia e all'estero per l’Aterballetto, Teatro dell’Opera di Roma, Balletti di Montecarlo, Gauthier Dance Company Stoccarda, Ginevra, Marsiglia, Teatro San Carlo di Napoli.

LA TRAGEDIA DELL’OSSESSIONE


di Mario Pontiggia


Il mio primo contatto con Cavalleria rusticana è avvenuto durante la mia adolescenza in Argentina. Nella Biblioteca Comunale della mia città esisteva allora una collana da inizi del ‘900 - in una arcaica traduzione spagnola - con le opere di Verga. Conobbi più tardi, già in italiano, sia la novella che il dramma del 1884, che Verga fece rappresentare al Carignano di Torino con la grande Eleonora Duse nel ruolo di Santuzza.

Mettendo a confronto la novella e il dramma, si vede come il protagonismo originale di Turiddu e Lola viene spostato verso Santuzza e Turiddu, così come avviene in Mascagni.

Fino ad oggi ho messo in scena tre produzioni diverse di Cavalleria, ma devo confessare che dall’inizio sono stato interessato a concentrarmi sulle figure delle tre donne: Santuzza, Lola e Lucia, tre donne che condividono un’unico uomo – Turiddu – ognuna con un amore diverso per lui.

In questa produzione nata per il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino 2008 come parte di un trittico popolare, con Francesco Zito abbiamo cercato di focalizzare l’attenzione sui personaggi e non tanto sul contesto folk siciliano, sebbene l’opera faccia parte d’una forte corrente naturalistico-nazionale che cercò il recupero di temi popolari e di personaggi allora dimenticati dalla scena lirica europea.

Lo spazio pubblico della piazza della nostra Cavalleria viene delimitato dallo spaccato di una chiesa barocca, essendo le case popolari solo una sagoma chiusa che sfuma sulla visione lontana del mare. La forte presenza della chiesa è stata voluta da noi come punto di riferimento della vita sociale del paese, dei suoi pettegolezzi, della sua omertà. Quella stessa chiesa che convoca l’intero paese per “inneggiare al Signore risorto...”, ma nega l’ingresso a Santuzza, perché “disonorata”.

Ma la vera tragedia, breve e intensa, è la tragedia intima di Santuzza: nella sua inutile ossessione per Turiddu, si abbassa moralmente, si umilia senza badare alle conseguenze. Più lei lo cerca, più lei lo mette alle strette, più lui cerca la sua libertà.

Sebbene il triangolo Santuzza, Lola, Lucia sia un triangolo matriarcale, i loro pregiudizi sono quelli propri di una società maschilista. E sebbene l’azione si svolga in una domenica di Pasqua, non ci sarà una resurrezione sociale per nessuno dei personaggi. Solo il sangue finale laverà la macchia del peccato, lasciando vuota la vita delle tre donne. E a questo punto, sia Verga che Mascagni, sembrano ritornare a quell’atavico universo greco presente in Sicilia.
Date

Gio 23 ottobre, ore 20:30
Dom 26 ottobre, ore 15:30
Mar 28 ottobre, ore 20:30
Gio 30 ottobre, ore 20:30
Dom 2 novembre, ore 20:30

Prezzi
Platea 1 € 70
Platea 2 € 55
Platea 3 € 40
Palchi / Galleria 1 € 20
Galleria 2 € 15
Visibilità limitata € 10
La Biglietteria dell’Opera di Firenze è aperta solo in occasione degli spettacoli da un’ora prima dell’inizio degli stessi. La Biglietteria del Teatro Comunale è aperta per il servizio di prevendita dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 18.00.
Dove

Opera di Firenze

Piazzale Vittorio Gui, 1
50144 Firenze

Dettagli e mappa
Oltre il sipario
GUIDE ALL'ASCOLTO

23 ottobre, ore 19.45
26 ottobre, ore 14.45
28 ottobre, ore 19.45
30 ottobre, ore 19.45
2 novembre, ore 19.45