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Stagione 2014/15
Balletto Opera

Dido and Æneas / Le Jeune Homme et la Mort

Amore e passione. Questi i temi comuni di  Dido and Aeneas, la storia della regina di Cartagine che si innamora del giovane Enea uccidendosi alla sua partenza, e di Le jeune homme et la mort, il balletto di Roland Petit dove una donna dall'abito giallo spinge un giovane in salopette al suicidio, per poi rivelarsi a lui come la Morte. Il capolavoro di Roland Petit per la prima volta in Italia nell'interpretazione di Alessandra Ferri, che avrà come partner due angeli volanti: il cubano Yonah Acosta, principal dancer dell'English National Ballett il 1, 3 e 5 marzo, e l'ucraino Denys Cherevychko, étoile del Wiener Staatsballet l'8 e 10 marzo.

Solo alla biglietteria dell’Opera di Firenze uno sconto del 50% alle donne che vorranno assistere in platea a Dido and Aeneas / Le jeune homme et la mort di domenica 8 marzo.
Dillo a un'amica!






Scarica il libretto dell'Opera in PDF

Programma

Dido and Æneas


Opera in tre atti
Libretto di Nahum Tate dal quarto libro dell’Eneide di Virgilio
Testi recitati tratti da Epistulae Heroidum di Publio Ovidio Nasone
Musica di Henry Purcell
Edizione a cura di Clifford Bartlett
Editore proprietario: King’s Music, Huntingdon (Cambridgeshire)
Allestimento della Fondazione Arena di Verona 2013
Cantato in inglese. Sovratitoli in inglese e italiano.

Intervallo



Le jeune homme et la mort


Balletto di Roland Petit
Ripreso da Luigi Bonino
Soggetto di Jean Cocteau
Musica di Johann Sebastian Bach
Interpreti: Alessandra Ferri e Yonah Acosta (1, 3, 5) / Denys Cherevychko (8, 10)
Scene: Georges Wakhévitch
Costumi: Barbara Karisnka
Luci: Jean-Michel Désiré

Artisti

Direttore
Stefano Montanari

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

DIDO AND AENEAS

Regia
Marina Bianchi

Scene e costumi
Leila Fteita

Coreografia
Maria Grazia Garofoli

Maestro del coro
Lorenzo Fratini

Maggiodanza
LE JEUNE HOMME ET LA MORT

Le jeune homme
Yonah Acosta (1, 3, 5) /
Denys Cherevychko (8, 10)

La Mort
Alessandra Ferri

Organo
Andrea Severi
DIDO AND AENEAS

Dido, Queen of Carthage
Josè Maria Lo Monaco


Belinda, Dido's sister
Francesca Aspromonte

Second Woman, handmaid
Irene Favro

Æneas, Trojan prince
Leonardo Cortellazzi / Giuseppe Valentino Buzza (03, 10)

Sorceress
Adriana Di Paola / Candida Guida (03, 10)

First Enchantress
Alessia Nadin

Second Enchantress
Anna Pennisi

Spirit, in form of Mercury
Teona Dvali

Sailor
Paolo Antognetti

Voce recitante
Ermelinda Pansini

Approfondimenti

VIDEO

Intervista ad Alessandra Ferri - Le jeune homme et la mort
Intervista ad Alessandra Ferri - Le jeune homme et la mort

LE JEUNE HOMME ET LA MORT


«In uno studio, un giovane solo è in attesa. Entra la fanciulla che era la causa della sua infelicità. Lui si slancia verso di lei. Lei lo respinge. Lui la supplica. Lei lo insulta, lo schernisce e fugge via. Lui si impicca. La stanza sfuma. Resta solo il corpo appeso. Attraverso i tetti giunge la morte in veste da ballo. Si toglie la maschera: è la fanciulla. Allora, pone la maschera sul volto della sua vittima. Insieme, si allontanano attraverso i tetti». Jean Cocteau

DIDO AND AENEAS


ATTO I

Nel suo palazzo di Cartagine, la regina Didone è turbata. La sorella Belinda ne indovina la causa in una nascente passione per Enea, principe ospitato a corte dopo la distruzione di Troia. L’uomo, ora alla presenza della regina, le dichiara i suoi sentimenti; le ultime resistenze di Didone sono vinte, mentre il coro inneggia ad Amore e Beltà.



ATTO II

La maga, nella sua grotta, medita un piano per distruggere Cartagine: un temporale costringerà i due amanti, ora impegnati in una caccia, a rientrare a palazzo mentre un folletto, sotto le sembianze di Mercurio, inviterà Enea ad abbandonare Didone. Quando nel bosco si sentono i primi tuoni, tutti si dirigono verso il palazzo. Enea è invece bloccato dal finto Mercurio che gli intima, su ordine di Giove, di abbandonare Cartagine e riprendere il suo viaggio. A malincuore, decide che partirà la notte stessa.



ATTO III

Soddisfatta dell’imminente partenza dei Troiani, la maga si ripromette di continuare a perseguitarli anche in mare, scatenando una tempesta. Enea, che pur di disobbedire a quello che lui crede un ordine divino vorrebbe restare, è cacciato da Didone. La regina non può infatti tollerare che, anche se solo per un momento, abbia pensato di lasciarla. Partito Enea, muore tra le braccia di Belinda. Sulla sua tomba compaiono allora i Cupidi, invitati dal coro a spargere rose e a vegliare sull’anima di Didone.



Alessandra Ferri - Foto_©_Fabrizio_Ferri_500x243ALESSANDRA FERRI

Nel 1980, dopo un'iniziale formazione scaligera e poi londinese, entra a far parte del Royal Ballet inglese. In seno a questa compagnia, vive nel 1983 l'anno della sua affermazione: a soli diciannove anni viene promossa prima ballerina, riceve il Sir Lawrence Olivier Award e viene nominata ballerina dell'anno dalla rivista Dance and Dancers e dal New York Times.
Nel 1985, su invito di Mikhail Baryshnikov, si trasferisce all'American Ballet Theatre in qualità di prima ballerina: con questa compagnia va in tournée in tutto il mondo e recita per il grande schermo nel film "Giselle (The Dancers)" (1987) di Herbert Ross.
Dal 1990 in poi la sua attività principale diviene quella di artista ospite internazionale a Milano, Torino, Roma, Firenze, Genova, Napoli, Palermo, Londra, Marsiglia, Parigi, Berlino, Amburgo, Stoccarda, L'Avana, Buenos Aires, Sydney, Toronto, San Pietroburgo, Mosca, in gran parte degli Stati Uniti e a New York.
È l'unica ballerina italiana del Novecento ad essere invitata come étoile dall'esclusiva compagnia di balletto dell'Opéra di Parigi (nel 1992 per Carmen e nel 1996 Notre-Dame de Paris - entrambi lavori di Roland Petit) e al Teatro Marijnskij di San Pietroburgo con il Balletto Kirov (nel 2000 per Manon).
Il repertorio ballettistico di Alessandra Ferri include i classici dell'Ottocento come Giselle e i alcuni capolavori dei grandi autori del XX secolo, come Kenneth MacMillan, John Cranko e John Neumeier, oltre al citato Petit.
Nel 1992 il film televisivo La luna incantata, prodotto dalla Rai Radiotelevisione Italiana, vince il Palmarès d'oro nella sezione Film musicali del Festival della Televisione di Cannes. Nel 1997pubblica il libro Aria, del quale è modella e coautrice insieme a Fabrizio Ferri: le fotografie sono state realizzate a Pantelleria con tecnica digitale. Nel 1998 è protagonista con Sting del cortometraggio Prélude, con la regia di Fabrizio Ferri, presentato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.
Dal 1992 fino al 2007 è stata legata al Teatro alla Scala, come prima ballerina assoluta della compagnia di balletto.
Il suo ultimo spettacolo prima del ritiro dalle scene è stato il 10 agosto 2007 a Taormina, e nei successivi sei anni si occupa della programmazione della danza per il Festival dei Due Mondi di Spoleto.
Nel 2013 ritorna a calcare le scene proprio a Spoleto con l'evento "The piano upstairs" da lei stessa coreografato, ed avvia collaborazioni con Martha Clarke, Lar Lubovitch e Wayne MacGregor. Martha Clarke crea per lei Chéri, rappresentato a New Yorkm Buenos Aires, Washington e al Ravenna Festival nel 2014.
Nel 2015 debutterà alla Royal Opera House in una nuova creazione dedicata a Virgina Woolf.
Yonah_Acosta_-_940x440YONAH ACOSTA

Nato all’Avana, inizia a danzare all’età di dieci anni, quindi frequenta la Scuola del Ballet Nacional de Cuba ed in seguito entra a far parte della celebre compagnia. Nel 2011 è chiamato all’English National Ballet inizialmente come First Artist e subito dopo è promosso Junior Soloist, divenendo poi, nel 2014, Principal. Il suo repertorio con il complesso inglese include Men Y Men di Wayne Eagling, il ruolo protagonistico in Le Jeune Homme et la Mort di Roland Petit, il debutto al Coliseum di Londa nello Schiaccianoci ancora di Eagling per il Natale 2011. Nell’autunno 2012 danza L’uccello di fuoco ed interpreta il Principe Désiré ne La bella addormentata con la coreografia di Kenneth MacMillan; nel luglio 2013 balla, insieme a Tamara Rojo, nel terzo atto di Raymonda di Rudolf Nureyev e successivamente è protagonista, come Conrad, Ali e Birbanto, in Le Corsaire. È del luglio 2014 il suo debutto come Franz in Coppélia di Ronald Hynd. Fra I numerosi riconoscimenti ottenuti, ricordiamo la medaglia d’argento alla prima Beijing Ballet Competition e il Grand Prix all’International Ballet Competition of Cuba nel 2007; la medaglia d’oro alla Korea International Ballet Competition nel 2008; le vittorie, nel 2001 e 2012, del Mr Virtuoso Award all’International Ballet Festival Dance Open di San Pietroburgo.

 
Denis_Cherevichko_2-_940x440DENYS CHEREVYCHKO

Nato a Donetsk in Ucraina, studia danza dapprima all'Accademia di Vadim Pisarev nella sua città natale, quindi alla Heinz-Bosl-Foundation/Ballet Academy di Monaco di Baviera. Nel 2006 entra a far parte del Balletto della Wiener Staatsoper und Volksoper, nel 2009 ne diviene ballerino solista e nel 2012 primo ballerino. Interpreta i ruoli principali in balletti classici e moderni, fra cui La Sylphide (coreografia di Pierre Lacottes), Don Quixote, Lo schiaccianoci e Il lago dei cigni (Rudolf Nureyev), La Fille mal gardée (Frederick Ashton), Die Fledermaus (Roland Petit), Romeo e Giulietta e Onegin (John Cranko), Manon e Mayerling (Kenneth MacMillan), Ein Sommernachtstrau (Jorma Elos), Carmen (Davide Bombana), L'Arlesiènne (Roland Petit), Tema e variazioni (George Balanchine), Suite en blanc (Serge Lifar), The Concert e Other Dances (Jerome Robbins), Vaslaw (John Neumeier), The Vertiginous Thrill of Exactitude (William Forsythe), Before Nightfall (Nils Christe) e Vers un Pays Sage (Jean-Christophe Maillot). Crea il ruolo di Richard Gerstl in Ein Reigen su coreografia di Ashley Page e costumi di Antony McDonald e collabora come artista ospite con compagnie di danza europee e americane. Vincitore di numerose competizioni, fra cui: Serge Lifar Competition di Kiev (2004), Tanzolymp di Berlin (2005), ÖTR contest di Vienna (2007), International Ballet Competition di Varna (2012), ottiene nel 2011 la nomination al Prix Benois de la Danse per la sua interpretazione di The Vertiginous Thrill of Exactitude.

 
Henry Purcell

HENRY PURCELL

Nasce probabilmente a Londra il 10 settembre 1659 ed è introdotto alla musica dal padre, maestro del coro dell’Abbazia di Westminster e dallo zio, liutista di corte. La prima composizione a lui riferibile con certezza, un’ode del 1670 per il compleanno del Re, già testimonia il fruttuoso legame che manterrà per tutta la vita con le celebrazioni della corte inglese e che lo porta a scrivere, tra l’altro, la famosa Music for the Funeral of Queen Mary(1695). L’attività per il teatro prende invece avvio nel 1680 con le musiche per il dramma Theodosius e giunge a piena maturazione nei capolavori Dido and Æneas(1689), King Arthur (1691), The Fairy Queen (1692) e The Tempest (1695). Organista dell’Abbazia di Westminster dal 1679 e della Cappella Reale dal 1682, si spegne a Londra il 21 novembre 1695.



Stefano Montanari

STEFANO MONTANARI

Diplomato in violino e pianoforte con il massimo dei voti, dal 1995 al 2012 è primo violino concertatore e direttore dell'Accademia Bizantina di Ravenna, ensemble specializzato in musica antica. Docente di violino barocco presso l’Accademia Internazionale della Musica di Milano e il Conservatorio “Dall’Abaco” di Verona, Stefano Montanari è anche direttore d'orchestra e ospite regolare del Teatro Donizetti di Bergamo, La Fenice di Venezia, l'Opera di Lyon, Opera Atelier di Toronto e il Teatro Massimo di Palermo.



Marina Bianchi

MARINA BIANCHI

Dopo il diploma in Regia alla Scuola d'Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano, dal 1980 al 1992 è aiuto regista stabile presso il Teatro alla Scala di Milano; collabora con Liliana Cavani, Eimuntas Nekrošius, Ferzan Özpetek, Graham Vick, William Friedkin, Luca Ronconi, Roberto De Simone, Giorgio Gallione, Antonio Albanese ed è responsabile del riallestimento di tutte le produzioni di Giorgio Strehler. Tra gli spettacoli di cui cura la regia, la prima italiana di Das Berliner Requiem di Kurt Weill per il Maggio Musicale Fiorentino 1996, La Bohème di Giacomo Puccini che inaugura nel 2000 la stagione del Teatro San Carlo di Napoli, Rigoletto di Giuseppe Verdi per il Teatro Petruzzelli di Bari nel cortile di Palazzo Svevo nel 2001,L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti al Teatro Regio di Torino nel 2010, Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart nella stagione 2011-12 al Teatro Lirico di Cagliari,Dido and Aeneas di Henry Purcell al Teatro Ristori per la stagione invernale 2013 dell’Arena di Verona.



Amore, potere e abbandono


di Marina Bianchi


La storia di Didone ed Enea è una storia emblematica di amore, potere, e abbandono. Una storia che attraversa i secoli, le genti, le nazioni ed arriva intatta a noi, nella sua agghiacciante verità. Immagino Didone regina di Cartagine, come una donna potente, intelligente, forte nella gestione della rete degli affari pubblici ma estremamente fragile nella relazione privata. Enea è un eroe troiano, Enea arriva da fuori, dal mare, è lo straniero coraggioso, intrigante, diventa l’apparente possibilità per Didone di amare veramente, al di fuori delle ragioni di stato. Ma l’amore non appartiene alla sfera pubblica, l’amore non è civile, non soggiace alle regole se non a quelle dell’istinto e del cuore. Didone non può, ma soprattutto non vuole, rinunciare al suo stato di regina per aprirsi al sentimento amoroso quindi si faabbandonare e si dà la morte.


Ho pensato con Leila Fteita, ad una scena che raccontasse questo percorso drammaturgico: all’apertura di sipario vediamo un palazzo moderno costruito dentro e “sopra” delle rovine, delle colonne dal sapore di reperto archeologico. Si legge tra le righe, in questo che è il Palazzo di Didone, nella fusione tra elementi antichi e contemporanei, l’emblematicità e l’assolutezza della storia che andremo a raccontare, una storia avvenuta in un altro tempo ma che potrebbe essere il nostro.


Il Palazzo all’inizio è imponente, scuro, l’immagine del potere, l’abitazione di una donna importante, di una “regina”, ma allo stesso tempo un luogo impenetrabile agli influssi esterni, come un cuore chiuso all’amore e alla passione. Didone è votata solo ed esclusivamente all’esercizio del potere e della vita pubblica. Non vuole e non può farsi attraversare da sentimenti amorosi.


Nel I° Atto, la corte, gli amici e gli ospiti della sua casa, appariranno dalle finestre del Palazzo e nel lungo corridoio retrostante il piano terreno, come se partecipassero ad una festa in suo onore. Enea arriva quale ospite privilegiato e Didone, assecondando la forte richiesta del Coro, scioglie il suo cuore e accetta di condividerne il destino.


Il II° Atto, prima scena, la “Grotta”, vedrà il Palazzo aprire un varco al centro; da questo antro oscuro appare La Maga col suo seguito. È il Palazzo stesso che mostra un primo cedimento. Un’altra donna, gelosa e invidiosa dell’amore di Didone, si mette di traverso. Il suo invocare forze ultraterrene ricorda le trame ordite da una rivale infelice. Un urlo orrendo precede la sua apparizione dentro un controluce abbagliante.


Nella seconda scena, il “Boschetto”, un altro pezzo del Palazzo si apre scoprendo un fondale di verzura. Didone si è lasciata sedurre dall’amore, danza con Enea sotto le fronde, in uno stato di ebrezza, per poche ore è la donna amata dal suo uomo dimentica del mondo e dei suoi doveri. Il Coro, gli amici che partecipano alla gita all’aperto, mangiano e bevono alla salute degli amanti. La brusca interruzione di un temporale in arrivo e della voce di Mercurio che “comanda” la partenza di Enea e dei suoi seguaci sconvolge completamente le speranze della regina.


L’Atto III° vede il Palazzo aprirsi completamente e quasi sprofondare nel mare. Il mare che si porta via l’eroe annega e dissolve ogni architettura e inghiotte l’infelice Didone.


Lo spettacolo racconta quanto sia impossibile per una donna abituata alle regole del potere abbandonarsi alle correnti dell’amore, farsi “preda”, lasciarsi condurre, perdersi nell’altro… Il Palazzo si sgretola e scompare a poco a poco durante lo svolgimento dell’opera, lasciando nel finale solo le nude colonne assorbite dal mare livido, mentre Didone suicida cammina verso l’orizzonte.

Date

Dom 1 marzo, ore 20:30
Mar 3 marzo, ore 20:30
Gio 5 marzo, ore 20:30
Dom 8 marzo, ore 15:30
Mar 10 marzo, ore 20:30

Prezzi
Platea 1 € 70
Platea 2 € 55
Platea 3 € 40
Palchi / Galleria 1 € 20
Galleria 2 € 15
Visibilità limitata € 10
La biglietteria dell’Opera di Firenze è aperta lunedì 14-18, dal martedì al sabato 10-18 e da un’ora prima dell’inizio degli spettacoli. Informazioni
Dove

Opera di Firenze

Piazzale Vittorio Gui, 1
50144 Firenze

Dettagli e mappa
Oltre il sipario
GUIDE ALL'ASCOLTO

1 marzo, ore 19.45
3 marzo, ore 19.45
5 marzo, ore 19.45
8 marzo, ore 14.45
10 marzo, ore 19.45