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Stagione 2015/16
Balletto Opera

El amor brujo / Goyescas

Manuel de Falla / Enric Granados

Dalla pittura al pianoforte e dal pianoforte all'opera: nasce così la più celebre opera di Enrique Granados, Goyescas, su libretto di Fernando Periquet Zuaznabar. Granados era un pittore dilettante, e quando in Spagna si festeggiò il centocinquantesimo anniversario della nascita di Francisco Goya, nel 1897, cominciò ad appassionarsi alle opere del pittore. Così, tra il 1909 e il 1911, scrisse una suite pianistica, Goyescas, ispirata proprio ai temi cari a Goya: la Spagna popolare, la Madrid dei majos e delle majas (i giovani alla moda della seconda metà del Settecento, eleganti, irriverenti, seducenti).

El amor brujo
Gitaneria in un atto e due scene
Musica di Manuel de Falla
Coreografia di Pastora Imperio
Libretto di Gregorio Martínez Sierra

Goyescas o Los majos enamorados
Opera in un atto e tre tavole
Musica di Enric Granados
Libretto di Fernando Periquet y Zuaznabar

Revisione e orchestrazione di Albert Guinovart
Proprietà Tritó Edicions, S.L., Barcelona

Nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro Regio di Torino e il Teatro San Carlo di Napoli

Artisti

El Amor Brujo

Direttore
Guillermo García Calvo

Cantaora e bailaora
Maria Toledo

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino
Goyescas

Direttore
Guillermo García Calvo

Regia e scene
Andrea De Rosa

Costumi
Alessandro Ciammarughi

Luci
Pasquale Mari

Maestro del Coro
Lorenzo Fratini

Coreografie
Michela Lucenti

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

Balletto Civile

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Rosario
Giuseppina Piunti

Fernando
Andeka Gorrotxategi

Paquiro
César San Martin

Pepa
Anna Maria Chiuri

Una voce
Paolo Antognetti

Approfondimenti

El amor brujo


La gitana Candelas è stata innamorata di un giovane che la tormenta apparendole come spettro dopo essere stato ucciso in un duello. Quando Candelas trova un nuovo amore in Carmelo, il fantasma interviene per separarla dallo spasimante. La zingara tenta di esorcizzare lo spettro mediante la Danza rituale del fuoco per cacciare i cattivi spiriti che presenta tutte le caratteristiche del rito apotropaico. È soltanto grazie all'intervento della sua giovane amica Lucia che Candelas riesce ad allontanare il fantasma: Lucia distoglierà lo spettro seducendolo, il sortilegio sarà sciolto e i due amanti potranno finalmente unirsi.

 

Goyescas


Quadro I

Davanti alla chiesa di San Antonio de la Florida, a Madrid, majos e majas scherzano, si corteggiano, giocano. Entra Paquiro il torero, mentre Fernando, capitano della guardia reale, cammina nervosamente nel chiostro. Paquiro fa dei complimenti alle ragazze, ma queste gli rispondono che sanno benissimo che lui ama Pepa; la ragazza sta arrivando in calesse e tutti la applaudono: “Il fascino di Pepa nessuno lo può negare”. Pepa dichiara il suo amore a Paquiro. In una portantina sorretta dai lacchè arriva Rosario, la duchessa, e tutti sono stupiti nel vederla arrivare in quel luogo popolare. Rosario è imbarazzata perché non vede Fernando, al quale ha dato appuntamento. Paquiro le va incontro e le ricorda che si erano già incontrati al ballo del candil (il candilè una lanterna a olio; il baile de candil era una festa popolare, frequentata anche da malavitosi, dove si ballava il flamenco e dove spesso gli aristocratici si divertivano in incognito). Fernando si sta avvicinando e ha sentito le parole del torero; immediata scatta la sua gelosia, ma Rosario lo rassicura: lei non gli sarà mai infedele. Fernando la sfida: se una volta è andata al ballo delcandil, ci dovrà tornare, questa volta con lui. Pepa e gli altri commentano che per i due aristocratici sarà una bella sfida andare al ballo. Paquiro è dispiaciuto dal fatto che Rosario ci vada insieme a Fernando, e minacciosamente avverte il capitano che là dovranno parlarsi.

 
Quadro II

È notte. In un ampio capannone illuminato da lampade a olio, majos e majasfanno cerchio attorno a Pepa e Paquiro, che ballano un fandango. Entrano Rosario, impaurita, e Fernando, spavaldo. Majos e majas si burlano di loro. Paquiro dice a Fernando che non deve certo render conto a lui per aver invitato Rosario. Fernando sottolinea di aver scortato la sua donna per precauzione. È chiaro che tra i due non ci potrà essere pace: tutti commentano che la disputa non si potrà risolvere se non con un duello. Rosario è terrorizzata e sviene. Mentre tutti la soccorrono, i due litiganti si accordano: alle dieci al Prado. Rosario e Fernando escono e i balli riprendono.

 
Quadro III

Giardino del palazzo di Rosario, a Madrid. Rosario ascolta il canto di un usignolo; arriva Fernando e Rosario gli dichiara tutto il suo amore. I rintocchi di una campana annunciano che l’ora del duello è giunta. Passa Paquiro, nascosto dal suo mantello, e il capitano si allontana dalla sua amata, che lo segue. Si alza un grido: è quello del suo amato, ferito a morte; Rosario, disperata, lo trascina fino al suo giardino e Fernando muore tra le sue braccia.
Manuel de Falla - 460x215Manuel de Falla

Avviato agli studi musicali dalla madre, frequenta regolarmente il Conservatorio di Madrid dal 1897, per poi trasferirsi a 31 anni a Parigi, dove incontra Claude Debussy e Maurice Ravel. Nell'intento di rivisitare il folklore spagnolo per riscoprire melodie popolari dimenticate organizza il concorso per il "cante jondo" con Federico Garcìa Lorca e Gerardo Diego nel giugno del 1922. Oltre a comporre musiche di scena, balletti e concerti, Manuel de Falla ha associato la chitarra classica al folklore andaluso componendo numerosi brani per questo strumento.

 
Enrique Granados - 460x215Enric Granados

Nato a Lleida, in Catalogna, studiò pianoforte a Barcellona e nel 1887 si trasferì a Parigi per approfondire gli studi. Pittore dilettante oltre che musicista, nel 1911 completò le suite per pianoforte Goyescas, una raccolta di sei pezzi ispirati ai quadri di Francisco Goya, il cui successo lo spinse a orchestrare le suite in opera lirica, la cui prima rappresentazione fu a New York. Di ritorno in spagna, la nave su cui viaggiava, il Sussex, fu affondata da un sottomarino britannico e Enric Granados morì affogato nel tentativo di salvare la moglie Amparo che viaggiava con lui.

 
Guillermo Garcia Calvo - 460x215Guillermo García Calvo

Nato a Madrid nel 1978, Guillermo García Calvo ha iniziato la sua formazione musicale all'età di sette anni, concludendo i suoi studi musicali a Vienna con una tesi sul Parsifal e una performance dell'Ouverture dal Tannhäuser nella Großer Saal al Musikverein. Nel marzo del 2003 ha debuttato come direttore d'opera in Hansel und Gretel, cimentandosi poi con il repertorio classico con Il Barbiere di Siviglia, L'elisir d'amoreLa traviata FalstaffGoyescas è la prima opera diretta da Guillermo García Calvo al Teatro Real di Madrid.

 
Andrea de Rosa 460x215ANDREA DE ROSA

Laureato in filosofia nel 1994, nel 2004 ha realizzato la sua prima regia d'opera con Idomeneo, re di Creta di Wolfgang Amadeus Mozart. Andrea De Rosa alterna il lavoro tra teatro di prosa e opera lirica, firmando le regie di Curlew river di Benjamin Britten, Satyricon di Bruno Maderna, e Macbeth di Giuseppe Verdi,L'elisir d'amoreMaria Stuarda e Don Pasquale di Gaetano Donizetti, quest'ultimo diretto da Riccardo Muti, con il quale  nel maggio 2008 ha messo in scena Il matrimonio inaspettato di Giovanni Paisiello per il Festival di Pentecoste di Salisburgo. Nell'estate del 2011 ha messo in scena Norma di Vincenzo Bellini alle Terme di Caracalla e nel febbraio del 2014 ha inaugurato la stagione del Teatro Municipal Di San Paolo in Brasile con Il Trovatore di Giuseppe Verdi. Nel 2015 ha ideato la regia del dittico Goyescas di Enrique Granados e Suor Angelica di Giacomo Puccini in coproduzione tra il Teatro Regio di Torino e l'Opera di Firenze.
Nella storia raccontata dal libretto di Goyescas il protagonista maschile, Fernando, viene risucchiato nel lato oscuro della sua maniacale gelosia, fino a esserne ucciso. L’amore per la sua bella Rosario lo acceca, gli impedisce, come spesso accade, di vedere la realtà trascinando il suo sentimento verso un delirio autodistruttivo. Per raccontare questo sprofondamento ho immaginato il riferimento ai quadri di Goya come un passaggio dal periodo più solare del pittore (La praderia di San Isidro, El pelele, etc.) fino alle cosiddette pinturas negras, veri e propri incubi popolati da mostri deformi e spaventosi che accompagnarono l’ultimo epriodo della sua vita. Ho ambientato l’opera ai bordi di un cratere, in modo da suggerire che i nostri personaggi vengono fuori dalla terra, dal passato, da una grande tomba dentro la quale faranno infine ritorno.

Andrea De Rosa
Date

Sab 23 gennaio, ore 20:00
Mar 26 gennaio, ore 20:00
Mar 2 febbraio, ore 20:00
Dom 7 febbraio, ore 15:30

Durata
Prima parte: 30 minuti
Intervallo: 30 minuti
Seconda parte: 1 ora

Durata complessiva: 2ore
Prezzi
Platea 1 € 50
Platea 2 € 40
Platea 3 € 30
Palchi € 20
Galleria € 15
Visibilità limitata € 10
Dove

Opera di Firenze

Piazzale Vittorio Gui, 1
50144 Firenze

Dettagli e mappa
Oltre il sipario
Guide all'ascolto
23, 26 gennaio, 2 febbraio, ore 19.15
7 febbraio, ore 14.45