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Stagione 2015/16
Opera

Les pêcheurs de perles

di Georges Bizet

Sulle remote e selvagge spiagge dell’oceano Indiano l’arrivo di una misteriosa donna nascosta da un velo mette alla prova il forte legame che unisce due uomini. Una lunga notte di resa dei conti esaltata da una partitura sensuale ed esotica. Una passione che divampa e conduce ad un sorprendente rogo finale. In scena per la prima volta il 30 settembre 1863 al Théâtre Lyrique di Parigi, Les Pêcheurs de perles rappresenta il primo successo operistico del ventiquattrenne Georges Bizet e racchiude una delle pagine più amate del repertorio tenorile, la struggente aria Je crois entendre encore.

Les Pêcheurs de perles
Opera lirica in tre atti
Libretto di Michel Carré e Eugène Cormon
Musica di Georges Bizet
Allestimento del Teatro Verdi di Trieste

Artisti

Direttore
Ryan McAdams

Regia
Fabio Sparvoli

Scene
Giorgio Ricchelli

Costumi
Alessandra Torella

Luci
Vinicio Cheli

Maestro del Coro
Lorenzo Fratini

OrchestraCoro del Maggio Musicale Fiorentino
Leila
Ekaterina Sadovnikova / Laura Giordano (25, 27)

Nadir
Jesús Garcia / Jesús León (25, 27)

Zurga
Luca Grassi / Stefano Antonucci  (25, 27)

Nourabad
Nicolas Testé
ATTO I

Sull’isola di Ceylon, i pescatori di perle eleggono Zurga come loro nuovo capo. Sopraggiunge improvvisamente Nadir, amico fraterno di Zurga assente da molto tempo. Rimasti soli, i due ricordano la promessa fatta un giorno, quando si innamorarono entrambi della stessa misteriosa sacerdotessa incontrata in una città lontana e si giurarono che nessun sentimento avrebbe potuto scalfire il loro sentimento. Dal mare arriva la piroga che come ogni anno trasporta sull’isola una fanciulla destinata a pregare per la fortuna dei pescatori. La ragazza velata è proprio Léïla, la sacerdotessa che tanto scosse i due amici. Questa, nonostante riconosca immediatamente Nadir, accetta il compito e il voto di castità che esso comporta. Viene quindi accompagnata sullo scoglio da cui pregare il dio Brahma. Nadir, riconosciutane la voce, si avvicina e la sacerdotessa scosta il velo che le nasconde il volto.

 
ATTO II

È notte e nel tempio Léïla racconta al gran sacerdote Nourabad di aver ricevuto, ancora bambina, una collana da un uomo braccato dai nemici a cui aveva salvato la vita. Rimasta sola, è raggiunta da Nadir e i due si dichiarano il loro amore. Accorre Nourabad per catturare l’intruso ma Zurga, giunto appena in tempo, ordina che la coppia sia lasciata libera. Il gran sacerdote strappa quindi il velo di Léïla e Zurga, scoperta l’identità della donna, condanna la coppia al rogo.

 
ATTO III

Nella sua tenda, Zurga è raggiunto da Léïla, venuta a sostenere l’innocenza di Nadir. Il comandante, geloso dell’amore della ragazza, ribadisce però la condanna. Léïla consegna allora a un giovane pescatore la collana, per farla recapitare alla madre. Zurga, riconosciuto il gioiello, scopre di dovere la propria vita alla ragazza. Corre quindi ad appiccare un incendio nel villaggio per fare fuggire i due amanti nella confusione generale. Mentre i pescatori tentano di scampare alle fiamme rifugiandosi nella foresta, Zurga attende, a fianco della statua del dio, il compiersi del proprio destino.
Georges Bizet - 460x215 Georges Bizet

Georges Alexandre César Léopold Bizet è nato in una famiglia di musicisti nel 1838, e all'età di dieci anni riuscì a entrare nel Conservatoire de Musique di Parigi studiando sotto la guida di Pierre Zimmerman e Charles Gounod. Dopo un viaggio in Italia, ispirato dal successo dell'operetta Le Docteur Miracle compose le opere Les pêcheurs de perles La jolie fille de Perth che dispiacquero alla critica. Accusato di "wagnerismo" per l'opera Djamileh si concentrò sfiduciato sulla Carmen, accolta con gelo dal pubblico alla prima del 3 marzo 1875, esattamente tre mesi prima della sua morte.

 
Ryan McAdams - 460x215Ryan McAdams

Dopo aver frequentato l'Aspen Music Festival nel 2005 e 2006 per studiare conduzione d'orchestra, dal 2007 al 2012 Ryan McAdams è stato nominato direttore della New York Youth Symphony Orchestra. Ha fatto il suo debutto europeo nel febbraio 2010 alla direzione dell'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, che lo ha rivisto sul podio più volte, l'ultima nel gennaio 2015. Ha diretto la Israel Philharmonic Orchestra, Vancouver Symphony, Santa Fe Symphony, Louisville Orchestra, Los Angeles Philharmonic, Columbus Symphony, L'Orchestre de Chambre de Geneve, Juilliard Opera Center, Westchester Philharmonic, New York City Opera e New York City Ballet.

 
Fabio Sparvoli - 460x215Fabio Sparvoli

Fabio Sparvoli inizia l’attività registica a Roma collaborando con Mario Scaccia e Gianfranco Varetto per poi collaborare con Il Piccolo Teatro di Milano, seguendo lo spettacolo Arlecchino servitore di due padroni di Giorgio Strehler come aiuto regista dal 1982 al 1989. Dal 1984 ha iniziato a operare nel teatro lirico allestendo La Cenerentola, Nabucco, La Cambiale di MatrimonioElena da Feltre, Gianni Schicchi, Die Entführung aus dem Serail, Suor Angelica, Madama Butterfly, Il Barbiere di Siviglia e il Don Pasquale. Tra le sue produzioni più apprezzate sono da segnalare L’Elisir d’amore nell'allestimento del Teatro Regio di Torino e Les pêcheurs de perles nell'allestimento del Teatro Verdi di Trieste.

L’Oriente immaginario


Mettere in scena Les pêcheurs de perles mi è subito apparsa una sfida sopratutto da un punto di vista drammaturgico, che non è inferiore a quello musicale: l’Oriente fa da sfondo fascinoso e avvolgente ad un classico triangolo amoroso che, in questo modo, acquista tinte inusitate.
Quest’opera si sviluppa infatti su due piani ben distinti, uno onirico ed uno realistico, a cui, in scena, corrisponderanno movimenti differenti: nel primo caso mai interrotti e quasi immersi in uno spazio liquescente, nel secondo aderenti alle pause ed al realismo teatrale.
Del resto l’indefinitezza è una cifra necessaria per l’interpretazione teatrale di quest’opera che, volutamente, non offre risposte certe su molti particolari, specialmente per quanto riguarda il passato di Nadir e Zurga e l’origine del loro amore per Leila; è poi vero che Nadir ama appassionatamente Leila, ma è pur vero che nutre un affetto incondizionato per Zurga, che a sua volta, pur soffrendo i morsi della gelosia, non fa chiaramente capire chi ne sia effettivamente la causa come appare lampante dal recitativo ed aria del terzo atto  "L’orage s’est calmè".
Lo stesso rapporto di amicizia fra Nadir e Zurga, che ha sfumature certamente molto intimiste, come peraltro hanno spesso le amicizie maschili forti, ma non per questo con implicazioni erotiche, resta indefinito nel libretto e tale va lasciato anche allo spettatore, che avrà così margini di libertà per interpretarlo.
Ceylon poi è un oriente generico, esotico in quanto ai margini della reale consapevolezza di quei territori da parte del pubblico di quel tempo e reso con altrettanta genericità esoticheggiante da parte di Bizet, ma proprio per questo non fa che contribuire al clima allusivo ed onirico dell’opera.
Quanto a Leila, è la sua figura che riporta tutto su un piano di concretezza e quindi di definitezza.
Non si deve dimenticare che quest’opera nasce nell’apice del grand-opéra alla vigilia della rivoluzione industriale e della esposizione parigina del 1889 , che segneranno la nascita di un nuovo mondo che spazzerà presto il recente passato.
Proprio per questo lo spettacolo è pervaso da un senso di disfacimento, di abbandono, quello di un mondo che non crede più a se stesso e non a caso un grande fuoco, simbolo di antiche ritualità e allo stesso tempo di purificazione, lo cancellerà per lanciare, nell’alba del nuovo secolo, l’uomo nuovo.
Fabio Sparvoli
Date

Mer 24 febbraio, ore 20:00
Gio 25 febbraio, ore 20:00
Ven 26 febbraio, ore 20:00
Sab 27 febbraio, ore 20:00
Dom 28 febbraio, ore 15:30

Durata
Prima parte: 50 minuti
Intervallo: 30 minuti
Seconda parte: 35 minuti
Intervallo: 30 minuti
Terza parte: 25 minuti

Durata complessiva: 3 ore circa
Prezzi
Platea 1 € 80
Platea 2 € 60
Platea 3 € 45
Palchi € 20
Galleria € 15
Visibilità limitata € 10
Dove

Opera di Firenze

Piazzale Vittorio Gui, 1
50144 Firenze

Dettagli e mappa
Oltre il sipario
Guide all'ascolto
24, 25, 26, 27 febbraio, ore 19.15
28 febbraio, ore 14.45