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Barbara Luisi

Il mio lavoro si occupa esclusivamente della percezione di questi tre elementi: il buio, il suono, e la solitudine.
Formatami come violinista classica, devo prima “ascoltare” le mie immagini ed è sempre questo rumore o la musica che fa scattare i miei temi.
Che si tratti di un oceano poco illuminato se non dalla luce della luna, che libera di tutti i tipi di sentimenti come la paura, la speranza, o la solitudine, sottolineata dalla voce delle onde, dal vento e dall’aria (come in Dreamland) o le parole non dette e i sussurri dei miei quattro soggetti, il modo in cui si muovono attraverso la piana oscurità del mio studio, ognuno esprimendo i propri sentimenti dell’essere chiusi in sé. (come in Fragilità)
Nel progetto Tokyo Diario è il rumore, la città prepotentemente affollata dalla quale ognuno dei miei soggetti cerca di prendere le distanze. Sono parte del Giappone sia tradizionale che moderno, mostrano i loro modi per fuggire dalla voce e la luce di ciò che li circonda. Guardo, e li osservo ritirarsi nella loro solitudine.
Il mio lavoro Pearls, Tears of the Sea è stato girato in profondità nel buio e nella tranquillità del Mediterraneo, dai 30 ai 40 metri sotto la superficie. Qui i miei soggetti sono perle che avevano ritrovato la loro strada verso la loro origine.
Glowing Nights descrive il buio della città e il rumore delle lampadine, temi forti di queste immagini notturne.
Florence after Nightfall è il mio nuovo progetto sviluppato in esclusiva per l’Opera di Firenze. La città di Firenze mostra la sua bellezza e la grazia soprattutto durante le ore buie della notte, quando tutti i turisti se ne sono andati e il percorso del tempo non ha più alcun valore. Così possiamo ascoltare attentamente con gli occhi e le orecchie le storie impressionanti che questa città è in grado di raccontare.