L'Opera di Firenze e la fotografia

Era uno spazio dai muri bianchi, il pavimento grigio ardesia e una gigantesca parete curva color oro, protettivo preludio alla sala dall’acustica perfetta. Un luogo della musica che, come una tela intonsa, avrebbe ospitato il colore della commedia umana e artistica del Maggio Musicale Fiorentino, un’avventura dell’Arte iniziata nel 1933 che, di lì a pochi mesi, avrebbe cambiato casa per sempre. Il “Maggio” – e con gli Artisti il suo pubblico – avrebbe lasciato il Teatro Comunale per approdare all’Opera di Firenze. Scegliere come voce narrante la fotografia – e dunque l’Agenzia Contrasto con il suo prezioso corredo di fotografi – è stato immediato. Persino facile. Quasi che le immagini potessero riapparire nello spazio dell’Opera, ripetendo, in chiave nuova, testimonianze già rese in un altro tempo. Ma come far “vedere” la musica? Come accostare due arti così diverse – la fotografia è muta e la musica è cieca – in un archivio dell’immaginario? Come far parlare con un nuovo linguaggio le emozioni rimaste impresse nelle loro fibre?

Erano fotografie in pensione e noi non abbiamo fatto altro che dare loro una (nuova) vita.

La biglietteria, il guardaroba, il bookshop, il desk per la stampa e gli ospiti, i camerini degli artisti, la Sala Coro, la Sala Stampa e gli uffici chiedevano solo di essere abitati. Li abbiamo fatti vivere nelle fotografie, sfidando persino il grande Henri Cartier Bresson che diceva: “le persone capaci di vedere sono rare quanto quelle capaci di ascoltare”. Abbiamo sfruttato l’estrema flessibilità dell’open space, che ci ha consentito di adattare le dimensioni di ogni sala, concepita come un contenitore mobile, dedicando ogni parete a un tema e lasciando spazi ancora non sfruttati come compensazione tra una foto e l’altra.

Grazie a Contrasto e all’Archivio Storico Foto Locchi  di Firenze, è alla capacità di vedere e di ascoltare del nostro pubblico che abbiamo fatto silenzioso appello per realizzare un racconto per immagini, sia con i manifesti e il materiale informativo dell’attività di spettacolo, che con le campagne pubblicitarie di Lorenzo Pesce o Fabrizio Ferri, accostando, ad esempio in biglietteria, lo scatto dell’anonima signora alla serata di gala del Teatro Comunale di Firenze nel 1950 all’ingresso del pubblico per la prima del Don Sebastiano diretto da Carlo Maria Giulini il 2 maggio 1955; lo sguardo sedotto dall’ombra di silhouette di Gueorgui Pinkhassov al Colòn di Buenos Aires accanto ai bambini sorridenti di Wayne Miller – Children in a movie theatre del 1958. E al desk inviti i paparazzi e Audrey Hepburn con Salvatore Ferragamo, Maria Callas con il Marchese Pucci, scelti fra i cinque milioni di scatti dell’Archivio Locchi; al guardaroba i cinque stilisti della moda fiorentina vis-a-vis con le eleganti signore che facevano ingresso al Comunale negli anni Quaranta e Cinquanta, in una dimensione sospesa tra realtà e immaginario di scatti rubati nel foyer o dietro le quinte. Ma custodire la memoria, significa per noi guardare anche altrove, come in Sala Stampa (oggi sala del Mercurio) dove a fare da “custode” è il Mercurio Volante del Giambologna ritratto da Mimmo Jodice, uno dei fotografi italiani più apprezzati nel mondo. E anche da noi.

E se nelle fotografie c’è sempre anche un fondo di nostalgia e di rimpianto per un tempo, per un’ora, per un volto, per un gesto che abbiamo perduto, volevamo che la musica si vedesse e che le fotografie suonassero, e che quell’abbraccio fosse naturale, anche perché – pare impossibile, oggi – dovevamo superare l’epoca nella quale i volti degli Artisti erano conosciuti soltanto ai pochi che li ascoltavano eseguire dal vivo le loro composizioni.

Da quel primo sopralluogo con il Presidente di Contrasto Roberto Koch e Francesco Bianchi (Sovrintendente appassionato e conoscitore di fotografia) nelle sale e lungo i corridoi bianchi come una tela da dipingere, è iniziato un viaggio che ha da poco compiuto il suo primo anno di vita.
Forse una fotografia non cambia la vita di un teatro, ma per noi può diventare un luogo, simbolico, nel quale riconoscere gli scatti della nostra vita.

Paola Calvetti
Direttore Marketing e Comunicazione dell’Opera di Firenze/Maggio Musicale Fiorentino

 

Mimmo Jodice scatta
il Mercurio Volante del Giambologna.

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La collaborazione
con Contrasto/Magnum.

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L’archivio storico
Foto Locchi.

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Il Maggio: la melodia di Firenze.

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